La protesi inversa di spalla

By: | Tags: | Comments: 0 | maggio 30th, 2017

Ogni anno in Italia vengono effettuate con successo migliaia di protesi convenzionali (o anatomiche) di spalla nei pazienti affetti da artrosi di questa articolazione. Questo tipo di intervento chirurgico, tuttavia, non funziona in quei pazienti che oltre all’artrosi soffrono contemporaneamente di grandi lesioni della cuffia dei rotatori e che quindi hanno sviluppato una malattia che va sotto il nome di “artropatia da cuffia dei rotatori”. Per questi pazienti, la protesi totale convenzionale (o anatomica) della spalla può provocare dolore e movimento limitato, di contro utilizzare una protesi inversa può essere un’opzione.
La sostituzione completa dell’articolazione della spalla mediante una protesi inversa può essere consigliata nei seguenti casi :

  • Una cuffia dei rotatori completamente rotta e che non può più essere riparata.
  • Artropatia degenerativa da cuffia dei rotatori (artrosi della spalla associata a rottura della cuffia dei rotatori).
  • Età superiore ai 70 anni.
  • Fratture complesse della spalla dell’anziano associate a rottura dei tendini della spalla
  • In sostituzione di una protesi di spalla precedentemente impiantata e che non ha avuto successo.
  • Grave dolore alla spalla e difficoltà ad alzare il braccio lontano dal corpo o sopra la testa.
  • Dopo aver provato altri trattamenti, come il riposo, farmaci, infiltrazioni di cortisone e la fisioterapia, che non hanno apportato alcun sollievo dal dolore.

L’artrosi della spalla è una malattia spesso legata all’età e colpisce maggiormente le persone oltre i 65 anni ma non solo.
Il dolore si manifesta, solitamente, in modo più intenso durante la notte o ai primi movimenti del mattino.
Con il progredire della patologia, il dolore può presentarsi sempre più forte fino ad inibire le normali attività quotidiane e, la spalla perde gradualmente mobilità.
La diagnosi è clinica e radiografica. L’esame obiettivo evidenzierà la perdita del movimento e della forza muscolare, mentre le immagini radiografiche mostreranno una diminuzione della rima articolare, il profilo articolare perderà la normale geometria per irregolarità che prendono il nome di osteofiti articolari, e in alcuni casi la testa omerale sarà risalita, indice di lesione massiva della cuffia dei rotatori.
Un primo trattamento è certamente di carattere conservativo e riabilitativo e consisterà nel ripristino dell’arco di movimento, eseguendo idonei esercizi giornalmente per alleviare i sintomi e rallentare la degenerazione e progressione della malattia, con l’ausilio di terapia farmacologica e fisica.
Quando la patologia è in fase molto avanzata il trattamento è di tipo chirurgico e consiste nella sostituzione protesica dei capi articolari.
La protesi inversa è una brillante soluzione quando il motivo del malfunzionamento della spalla è legato alla lesione e degenerazione della cuffia dei rotatori che sono il motore di questa articolazione.
La protesi inversa presenta delle caratteristiche particolari che permettono di risolvere il problema legato all’assenza funzionale della cuffia dei rotatori e al processo atossico.
La protesi inversa rappresenta l’unica soluzione disponibile quando un’artrosi si associa ad una lesione massiva della cuffia dei rotatori con una età oltre i 65 anni.
In presenza di un’artrosi con cuffia dei rotatori integra la protesi anatomica mantiene tutta la sua efficacia.

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