Che cos’è l’impianto di protesi di spalla?

By: | Tags: | Comments: 0 | ottobre 25th, 2017

L’artroprotesi di spalla rappresenta il progresso più significativo della chirurgia della spalla negli ultimi 50 anni; la sua introduzione ha pressoché azzerato il numero di artrodesi e di resezioni gleno-omerali del passato. I principali obbiettivi che deve raggiungere la protesi della spalla sono l’eliminazione del dolore, ripristinare un’ampiezza di movimenti idealmente normale e deve integrarsi nell’osso ricevente. Ha sicuramente necessità di attenzione nella procedura chirurgica per la peculiarità dell’articolazione della spalla, ma i risultati anche a distanza sono brillanti.

Diverse patologie possono essere trattate con successo mediante l’impianto di una protesi di spalla.

Le più frequenti sono:

  • Artrosi gleno-omerale: l’articolazione gleno-omerale è la più importante delle cinque articolazioni che formano il cingolo scapolo-omerale, mette in contatto la testa dell’omero con la cavità glenoidea della scapola. L’artrosi della gleno-omerale è caratterizzata da degenerazione ed usura della cartilagine che riveste i due capi articolari e progressivo coinvolgimento dell’osso subcondrale fino alla comparsa di deformità articolare.
  • Artrosi post-traumatica: legata ad una causa locale che abbia creato un danno non riparabile o alterato il normale funzionamento di un articolazione. Si sviluppa dopo una lesione dell’articolazione quando l’osso e/o la cartilagine non guariscono perfettamente.
  • Osteonecrosi significa morte del tessuto osseo. Contrariamente a ciò che molti credono, l’osso è un tessuto vivo, che ha bisogno di sangue ed ossigeno; se questi vengono a mancare, le cellule che lo compongono vanno incontro a morte prematura e si ha osteonecrosi.
  • Artrite reumatoide: è una malattia infiammatoria cronica, sistematica e invalidante non chiaramente definita, ma verosimilmente di origine autoimmune. Colpisce prevalentemente le articolazioni simmetriche, ma anche tendini, muscoli ed altri tessuti dell’organismo.

Fondamentale è l’esame clinico dello specialista ortopedico, che deve individuare la patologia di base e valutare le richieste funzionali, le esigenze e le aspettative di ogni singolo paziente. L’impianto di una protesi di spalla consiste nel sostituire l’articolazione gleno-omerale con una protesi metallica, distinguendo le protesi a solo componente omerale da quelle che prevedono anche la sostituzione della componente della glena. L’accesso chirurgico alla spalla utilizzato è la via anteriore deltoideo-pettorale, con incisione di circa 15-18 centimetri. Una volta giunti sul piano osseo si seziona il collo dell’omero, si asporta la testa e si posizione lo stelo dopo preparazione del canale con apposite frese della componente omerale. Al termine dell’intervento si potrà eseguire controllo radiografico per controllare il buon posizionamento delle componenti.

Nel decorso post-operatorio si potrà genericamente distinguere una fase protettiva in cui bisogna proteggere la sutura dei muscoli ma che deve impedire la formazione di rigidità della spalla, del gomito e della mano; in questa fase si dovranno impedire le mobilizzazioni forzate in rotazione esterna ed interna.

Nelle fasi più avanzate delle patologie di spalla non esistono possibilità terapeutiche alternative. I rimedi palliativi possono essere anche del tutto inefficaci come per esempio le terapie fisiche o terapia medica locale.

I rischi connessi al rifiuto dell’intervento consistono in un aggravamento del dolore e ad una progressiva limitazione della funzione e della qualità della vita.

 

 

 

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